Composizione creata dalla piccola baby, sarebbe lo svolgimento di un compito di scuola. Doveva inventare una storia fantastica scegliendo i protagonisti da un elenco di personaggi, lei ha scelto gli Gnomi.
Lo gnomo Ettore lavorava nel castello dove viveva il re degli gnomi che aveva il potere assoluto.
Ad un certo punto Ettore senti' una voce che proveniva dalla sala dove dormiva il re, questa voce gli diceva: vieni qua che ho bisogno di te.
Cosi' Ettore con passi felpati entro' in quella stanza e vide il re sdraiato sul letto.
Ettore gli chiese: mio sovrano cosa ti e' successo?
Ed il re rispose: sono stato colpito da una grave malattia e solo con un'erba particolare che nasce sul K5 ogni 100 anni potrò guarire. Affrettati perche' domani sara' il centesimo anno.
Ti affido questo compito ma stai attento, per la strada incontrerai tanti pericoli organizzati dalla strega piu' cattiva dell bosco, mi raccomando, portami quella pianta.
Ed Ettore rispose: si', te la portero' al piu' pres... ma il re lo interruppe: non ti ho ancora detto che quell'erba nasce solo nel regno umano, per andare li' devi usare questo specchio e per accenderlo devi pronunnciare “oxux orribilus vomitus” ora va e non fallire.
Ettore usci' ancora con passo felpato e si avvio' alla porta, la apri' e vide volare su una scopa una strega che lo guardava con occhi cattivi ed Ettore penso': non e' che quella strega e' quella di cui mi ha parlato il re?
Poi guardo' lo specchio e disse: “oxux orribilus vomitus” e vide una luce che gli accecava gli occhi e ad un certo punto si trovo' davanti al K5.
Subito dopo essere arrivato vide ancora la strega che posava a terra trappole di ogni genere, perfino per topi.
Vedendo quella scena Ettore stavolta era certo che quella era la strega di cui gli aveva parlato il re.
Dopo qualche minuto si mise in marcia e quando piu' o meno era a meta' strada inciampo' su un sasso schiacciando una botola che azionava delle frecce che provenivano dal cielo, meno male che li' vicino c'era una grotta dove, per sua fortuna, non c'erano trappole.
Finita la pioggia di frecce Ettore usci' dalla grotta e prosegui' dicendo fra se' e se': sicuramente era una delle trappole di quella strega.
Quasi in cima Ettore schiaccio' una botola e a quel punto comincio' a scendere una pietrona che veniva verso di lui, ma ettore si sposto' e non fece come i cartoni che si fanno schiacciare perfino da una mandria di bufali.
Arrivato in cima prese il sacco a pelo e si mise a dormire, sapendo che all'indomani sarebbe nata quell'erba.
Una volta alzato vide l'erba e mentre stava per raccoglierla senti' una voce che diceva: cosa fai, raccogli la piantina senza aver combattuto?
Ettore si giro' e vide la strega che con un bastone ripeteva: in guardia, in guardia.
Cosi' lui prese un pezzo di legno e comincio' ad andare avanti ed indietro combattendo con la strega.
Dopo il decimo avanti ed indietro ettore si fermo' e fece lo sgambetto alla strega, lei sconfitta disse: e va bene, hai vinto tu! Ed ettore rispose: gia'
e la strega: vuol dire che l'erba la prenderai tu.
Poi prese la scopa e se ne ando'.
Cosi' ettore prese l'erba e la porto' al re.
Il re, dopo aver mangiato con il te' quell'erba si sentiva come ringiovanito.
Cosi' il re lo nomino' cavaliere.