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28 dicembre 2006 09:28
IL MANUALE DI ....... NONNA PAPERA (5° puntata)
ARRIVANO I .... NOSTRI!!!!! Ave! Salve e salvete! E perfino ... sque tandem! Eccoci, ragazzi, stanno proprio arrivando i nostri ... Romani. Ma fra tutti, uno attira la nostra attenzione in particolar modo. Come "chi"? Il pistor dulciarius, cioè il pasticciere romano. Un personaggio molto importante. Infatti, se consideriamo quanto fossero buongustai i Romani, possiamo ben immaginare in quale e quanto onore i cives tenessero i pasticcieri. E altresì possiamo immaginare quanto questi si dessero da fare per non scontentare i loro clienti. Un Caio Pomponio qualunque non ci avrebbe pensato due volte a dare in pasto ai leoni il pistor dulciarius che gli avesse fatto bruciare il dessert!
MISTERO ETRUSCO Meno male! Meno male... che cosa? Che avete capito? Ahhh, meno male che il mistero della lingua etrusca è rimasto tale? No, Uhm. Nonna Papera invece voleva solo dire: "Meno male, che è l'ora di fare merenda! Preparerò un gelato!". E magari... perfino etrusco! Che cosa occorre: gelato alla crema; mandorle; gr. 30 cacao amaro in polvere; un bicchierone di latte. Come si procede: acquistato dell'ottimo gelato alla crema dal gelataio, mettetelo a cucchiaiate in tante coppe quanti sono gli ospiti. Poi preparate con il latte e il cacao amaro una cioccolata che farete bollire e cuocere per alcuni minuti. Pulite le mandorle, asciugatele, fatele a pezzetti piccolissimi e spargetele sul gelato. Un attimo prima di servire, versate sopra il gelato la cioccolata bollente.
FINE DELLA 5° PUNTATA Tag:
nonna papera
24 dicembre 2006 22:38
Notte di Natale, ricettina di Nonna PaperaBISCOTTI TRE RE
Sopra di noi una manciata di stelle sta brillando
d'una luce speciale: siamo in Oriente. Melchiorre,
Gaspare e Baldassarre da quei bravi Re Magi che
sono si preparano a rendere omaggio al
Bambinello che sta per nascere in quel di
Betlemme. Anticamente la festa di Natale era
festeggiata il 6 gennaio, con le varie "teofanie" e
cioè l'Adorazione dei Magi, il Battesimo, il
Miracolo di Cana. Al IV secolo risale invece la
festa che commemora la nascita di Gesù il 25
dicembre. E adesso, ragazzi, seguite Nonna
Papera e la sua fantastica ricetta di certi
fragranti biscotti a forma di stella. Che cosa occorre: gr. 350 farina bianca; gr. 130 zucchero; gr. 120 burro; 2 uova; 1 bustina zucchero vanigliato; 3/4 d'una bustina di lievito; un cucchiaio di panna liquida; un cucchiaino di cannella in polvere; un pizzico di sale; un albume; gr. 50 mandorle; uno stampino a stella. Come si procede: impastate tutti gli ingredienti (tranne le mandorle e il chiaro d'uovo) lavorandoli o in una grande zuppiera o sul tavolo munito d'apposita asse, dapprima con il cucchiaio di legno poi con le mani. Impastate fino a ottenere una pasta liscia e soda. Stendete la palla ottenuta con il matterello finchè non abbia lo spessore di circa mezzo centimetro. Con lo stampino a forma di stella, che appoggerete sulla pasta con una leggera pressione della mano, ritagliate tante stelline. Imburrate la piastra del forno, disponete le stelle e su alcune di esse (a vostro piacimento) disponete una mandorla sbucciata. Pennellate con l'albume e fate cuocere in forno moderato per mezz'ora.
23 dicembre 2006 12:53
CHIEDETE, CHIEDETE E ...... NONNA PAPERA VI RISPONDERA'. Avete bisogno di un consiglio per fare venire la maionese? Volete imparare a fare le meringhe? Oppure avete bisogno di una ricetta nuova per una bella torta? Vi servirebbe un'idea nuova per la merenda dei vostri bimbi? O magari volete stupire il vostro innamorato/A?. Se la risposta è sì, chiedetemi pure, sì a me, sono io, Nonna Papera!!!! Scrivetemi, mi raccomando, vi aspetto! Entrate tutti nella mia casella email, ne uscirete soddisfatti!!! Un forte abbraccio da Nonna Papera.
22 dicembre 2006 22:42
IL MANUALE DI ...... Nonna Papera (4° Puntata) (Voglio farvi venire la nausea!!!)
CANTAMI, O DIVA, DEL PELIDE ACHILLE... Il tempo vola e la storia incalza. E però non possiamo tirar via proprio adesso. Anche se lungo è il cammino storico-ricettario che dobbiamo ancora percorrere, s'impone pur sempre la necessità di volgere per un attimo lo sguardo sulla cartina dell'antica Ellade. Ben sette città si stanno contendendo l'onore d'aver dato i natali a Omero, il magico cantore delle imprese di Achille, delle astuzie di Ulisse e del disperato eroismo di Ettore! Fra le "sette", Smirne è la città che sembra avere le migliori carte in mano per dirsi patria di Omero. E sarà proprio accompagnandosi al magico incanto dei poemi omerici che Nonna Papera vi tesserà, con insolito mordente, l'elogio di alcune tra le più gustose "ricette".
IL CIAMBELLONE DI ACHILLE Veramente di quel caratterino d'un Achille è più noto il tallone. Ma di proposito, desideriamo mettere in rilievo il ciambellone: per amore della rima e della ricetta. Se non sapete la storia del tallone, ve la diciamo noi in quattro parole: Achille, figlio di Teti, era stato immerso nelle acque dello Stige affinché diventasse invulnerabile. Mamma Teti, che la sapeva lunga in fatto d'immortalità essendo una dea, immergendo il neonato Achille nel fiume lo tenne per un tallone! e per quel tallone vulnerabile l'invulnerabile Achille ci lasciò la pellaccia. Viva Ettore! Che cosa occorre: gr. 300 farina bianca; gr. 200 zucchero; gr. 100 burro; 1 bustina lievito; 1 limone; 2 uova; un pizzico di sale; qualche cucchiaio di latte. Come si procede: disponete a fontana sulla spianatoia farina, zucchero, sale, lievito e la buccia grattugiata d'un limone. Il tutto mescolato e setacciato. Aggiungete le uova e il burro ammorbidito. Impastate. Se vedete che l'impasto risulta troppo duro, ammorbiditelo con poco latte. Ungete di burro uno stampo per ciambelle, cioè col buco in mezzo, sistemate bene la pasta e mettete a cuocere in forno già caldo per 40 minuti circa. Se li avete sottomano, sistemate sopra la ciambella qualche filetto di mandorla, qualche ciliegina candita o qualche pezzetto di cedro.
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nonna papera
22 dicembre 2006 09:17
Il Manuale di ...... Nonna Papera (3° puntata).
POI VENNE IL DILUVIO E.... ..... e con Noè, appena si furono un po' calmate e abbassate le acque, gli uomini fecero la conoscenza delle viti. No! Non "quelle". Queste: le viti di uva. E dall'uva al vino... l'alzata di gomito fu breve. Tanto che il buon patriarca, intensificata la coltivazione della vite e organizzata la pigiatura dell'uva, trovò il sistema di mettere un goccio di quel buono dappertutto. Nel brodo, nello stufato, nei dolci e nel caffè.
STUFATO ALLA DILUVIO Sem, Cam e Jafet, stanchi di trangugiar tapioca e brodo di lenticchie, un giorno presero il coraggio a due mani e dissero: "Papà, non ci sarebbe qualcosa di più sostanzioso da mettere sotto i denti?" A tali parole, mentre gli animali si ritiravano muti e in ordine sparso sottocoperta, Noè rispose: "Quando toccheremo terra e potremo disporre degli ingredienti adatti, vi preparerò uno di quegli stufatini... Ecco: ho già inventato la ricetta che tramanderò a ... Nonna Papera!" Che cosa occorre: gr. 700 di manzo; 1/2 litro vino rosso; 1 carote; 2 gambi di sedano; un ciuffo di prezzemolo; 3 cucchiai di olio e 1 di burro. Come si procede: in una zuppiera mettete a bagno, nel vino, la carne. Lasciatela immersa per una notte. In una casseruola fate dorare l'olio e il burro e sistematevi la carne sgocciolata. A fiamma viva, rosolate tutti i lati del pezzo di carne a pentola scoperta. Quindi salate con un bel pizzico di sale grosso e tagliate a fette la carota, a pezzetti il sedano e aggiungete il prezzemolo. Mettete il coperchio e fate cuocere per una mezz'oretta a fiamma bassa. Quindi aggiungete qualche cucchiaiata di vino e di acqua. Proseguite nella cottura per un'altra oretta.
GRANDI PASSI PRIME CIVILTA' Un rapido giro d'orizzonte sulle Grandi Civiltà del Passato e la prima, antichissima, che incontriamo è quella dei Sumeri. Con questo popolo, guerriero, abbiamo la prima forma di scrittura: geroglifica, che diverrà poi la ben nota cuneiforme. I Sumeri lavorarono artisticamente rame, stagno e oro; fondarono grandi città come Uruk, Ur, Susa, Babilonia. Prepararono un calendario lunare di 354 giorni e i loro sovrani fecero innalzare grandiosi templi a forma di terrazze soprapposte. Intanto faceva la sua prima comparsa la ruota! Che invenzione da capogiro, ragazzi! Approfittiamone per girare subito .... la pagina.
DELIZIA IN TERRAZZA La caratteristica forma dei templi numerici, detti ziggurat, ha suggerito a Nonna Papera la seguente ricetta. Di semplice fattura e felicissima riuscita è qui anche per voi. Che cosa occorre: n. 20 biscotti savoiardi; 2 pacchetti di budino: alla vaniglia e al cioccolato; 20 cucchiai di marsala secco; 1 litro di latte e 4 cucchiai di marmellata d'albicocche. Come si procede: preparate, separatamente, i budini rinforzando quello al cioccolato con due cucchiai di cacao amaro e due cucchiai di zucchero. I due budini dovranno risultare più morbidi del solito. Perciò aggiungete qualche cucchiaio di latte in più. Lasciate raffreddare tenendoli separati. Intanto, in una zuppiera, mettete uno accanto allaltro, a pancia in giù, tanti biscotti quanti ne stanno sul fondo. Su ogni biscotto fate scendere un cucchiaio di marsala. Quindi un leggerissimo-issimo strato di marmellata; poi uno strato di budino alla vaniglia. Poi uno strato di biscotti, quindi il marsala e la marmellata e uno strato di budino al cioccolato. Nuovo giro di biscotti, marsala, marmellata e budino fino a esaurimento. La copertura sarà costituita da uno strato di budino. Mettete in fresco per qualche ora ... quindi servite in tavola. Auguri!
FINE 3° PUNTATA Tag:
nonna papera
20 dicembre 2006 09:00
Il Manuale di...... Nonna Papera (2° puntata)
TUTTO COMINCIO' NELLA NOTTE DEI TEMPI... ... e proprio la mattina in cui un'ape, forse un po' miope, punse l'Uomo scambiandolo per un fiordaliso! L'Uomo, non tollerando il sopruso, raggiunse il cavo dell'albero dove l'ape aveva il suo regno e v'infilò la mano per fare piazza pulita. No, non l'avesse mai fatto! Ululando per il dolore, fu costretto a battere in ritirata con la mano trafitta da mille pungiglioni. Istintivamente però, come per averne un po' di sollievo, si portò l'arto offeso alla bocca. Meraviglia! Quelle sue dita, gonfie come otri, erano dolci come il ... miele! Sì, l'Uomo, mettendo le zampe su un favo, aveva scoperto il miele e gettato le basi della pasticceria.
LA FOCACCIA DEL PALEOLITICO Dati i tempi, tempi duri poiché siamo nell'età della Pietra e la ruota è ben lontana dal girare non essendo stata ancora inventata, la focaccia ebbe al suo nascere forma "quadrata". Perciò, se volete restare al passo coi sassi di allora, munitevi d'uno stampo "quadrato" e procedete. Che cosa occorre: gr. 200 farina bianca; gr. 200 miele; gr. 40 burro; 1 limone; 8 cucchiai di latte; 1 uovo; 1 pizzico di sale e 1 pizzico di bicarbonato. Come si procede: sciogliete a fiamma molto bassa il burro con il latte. Appena il composto sarà molto caldo, aggiungetevi il miele e mescolate per qualche minuto. Togliete dal fuoco e lasciate raffreddare. Intanto, in una zuppiera mescolate pian piano, in modo che si amalgamino senza grumi, la farina, il sale, il bicarbonato, la scorza grattugiata del limone e l'uovo. Aggiungete il sugo di mezzo limone; poi, poco alla volta, il composto latte-miele-burro raffreddato. Imburrate lo stampo e versatevi l'impasto. Fate cuocere in forno ben caldo per tre quarti d'ora.
Fine 2° puntata.......................................... Tag:
nonna papera
18 dicembre 2006 09:29
Il Manuale di ...... Nonna Papera (1° puntata)
PRESENTAZIONE Cari amici, attenti a...! Attenti a come sfogliate questo Manuale. E' altamente esplosivo. E' il Manuale infatti in cui sono raccolti, svelati e documentati tutti i "dolci segreti" di Nonna Papera. Da questo momento le sue celebri torte (caramelle, panini imbottiti, aranciate e falsi minestroni) non saranno più un mistero per voi! A voi il mestolo, amici: leggete e cucinate!
Per le ricette dovrete attendere la seconda puntata. FINE PRESENTAZIONE. Tag:
nonna papera
08 dicembre 2006 17:03
Luci di NataleTornate indietro con me, dai indietro, ancora un po', bravi, eccoci arrivati: al Natale scorso, appena dopo l'Epifania. Tutti lì, mi pare di vedervi, a smontare e riporre le decorazioni natalizie. Con cura, ordinatamente, facendo attenzione alle palline di vetro, agli angioletti di ceramica e cosine varie, perché altrimenti, esperienza insegna, l'anno successivo si rischia di ritrovarsi con un minestrone di decorazioni, coloratissimo ma sicuramente inutilizzabile e molto indigesto. In ultimo si arriva alle luci, queste lunghe file di piccole lampadine, le prime a mettersi e le ultime a levarsi. Ogni volta la stessa storia: attentissima e concentrata, le arrotolo con ordine, in modo che non si intreccino caoticamente tra di loro. Alla fine del lavoro, soddisfatta, le ripongo con cura. Oggi, 8 dicembre, iniziano le "Grandi Manovre". Noi andiamo nel box, chi in cantina, altri in solaio ecc. Una bella spolverata a sacchetti e scatoloni, e via a casa al lavoro. Iniziamo a sfasciare tutto, la bimba entusiasta, mi aiuta (il suo divertimento, l'emozione che tutto ciò le crea è la cosa più bella del mio Natale). Arrivo al sacchetto delle luci, inizio ad aprire e quasi mi sembra che, una musica strana, tipo "Profondo Rosso" inizi a girarmi attorno, il panico sale, le dita tremano, tiro fuori le luci e..... AHHHHHHHHHHHHHHHHHH sembra tutto un impasto, un groviglio unico, indistricabile, come tutti gli anni.
04 dicembre 2006 17:42
Entra e rispondiDomanda: Qual'è il blog più commentato?
04 dicembre 2006 09:20
Castello di sabbiaEra autunno, ero sola: quella spiaggia, la nostra. Feci un castello di sabbia, era tattile, era corporeo, mi sono illusa l'ho creduto eterno. Invece poi pian piano lo vidi portar via dalle onde dell'oceano, effimero e fragile come un'emozione.
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Regalino
Miss
Il Mio Primo Vocabolario
EZIANDIO: cong. arc. Anche, ancora, altresì. VIRTUALE: Ciò che è in potenza e non in atto, Contrapposto a reale. SESQUIPEDALE: enorme, smisurato. EBDOMADARIO: agg. lett. Settimanale. USBERGO: Cotta di maglia indossata dai cavalieri medievali. estens. armatura, corazza. OSSIMORO: Figura retorica consistente nello accostare, parole che esprimono concetti contrari. PAZZO: Detto di chi mostra alterazione nelle proprie facoltà mentali. DIUTURNO: Che dura a lungo. Continuo. BIGNàMI: Testo di piccolo formato, a circolazione scolastica, che riassume in forma piana le nozioni basilari di una determinata disciplina. Ultimi 5 commenti
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